Il quadro normativo europeo ha profondamente cambiato le regole del marketing digitale dall’inizio dell’anno 2024. Tra il Digital Services Act pienamente applicabile e i primi obblighi dell’AI Act, le aziende che costruiscono la loro strategia di comunicazione online non possono più limitarsi a ottimizzare i loro canali: devono ripensare il modo in cui raccolgono, utilizzano e giustificano l’uso dei dati dei loro clienti.
Digital Services Act e targeting pubblicitario: cosa cambia concretamente per le campagne
Dal 17 febbraio 2024, tutte le piattaforme che operano sul mercato europeo sono soggette agli obblighi del DSA in materia di pubblicità online. Tre vincoli modificano direttamente la gestione delle campagne digitali.
Il primo riguarda la trasparenza dei parametri di targeting. Ogni annuncio deve identificare chiaramente l’inserzionista, il pagatore e i criteri utilizzati per selezionare il pubblico. Le piattaforme molto grandi devono inoltre mantenere un registro pubblico delle pubblicità diffuse, consultabile da chiunque.
Il secondo riguarda i dati sensibili. Il targeting basato sulla religione, sulla salute, sulle opinioni politiche o sull’orientamento sessuale è vietato. Anche il targeting dei minori è vietato. Per un’azienda che si basava su segmenti di pubblico molto specifici, ciò implica una revisione della propria strategia di segmentazione.
Il terzo obbligo impone alle piattaforme di offrire un sistema di raccomandazione non profilato. Gli utenti possono quindi scegliere di vedere contenuti senza personalizzazione algoritmica, il che riduce meccanicamente la portata del targeting comportamentale classico.
In pratica, gli inserzionisti che desiderano approfondire il marketing digitale su Ô Business constatano che il passaggio al targeting contestuale (basato sul contenuto della pagina piuttosto che sul profilo dell’utente) non è più un’opzione teorica ma una necessità operativa.

AI Act e strumenti di marketing automatizzati: le obbligazioni da anticipare
L’AI Act europeo introduce una classificazione per livelli di rischio che colpisce direttamente gli strumenti di marketing digitale. I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per il punteggio comportamentale o la personalizzazione su larga scala rientrano in categorie che impongono documentazione, audit e trasparenza.
Per i team di marketing, la conseguenza più tangibile riguarda i chatbot e gli assistenti conversazionali implementati sui siti web o sui social media. Tutti i sistemi di IA che interagiscono con un utente devono identificarsi come tali. Un chatbot di servizio clienti o un assistente di raccomandazione prodotto non potrà più presentarsi come un interlocutore umano.
I feedback sul campo divergono sull’impatto reale di questo obbligo. Alcuni marchi riportano che l’identificazione esplicita dell’IA non influisce sul tasso di conversione. Altri osservano una diminuzione dell’impegno, in particolare nei settori in cui la relazione di fiducia si basa su un contatto percepito come umano.
Documentare la logica dei propri algoritmi di raccomandazione
Oltre all’identificazione, l’AI Act impone di documentare la logica dei sistemi di raccomandazione. Un’azienda che utilizza un algoritmo per personalizzare i contenuti visualizzati sul proprio sito o per segmentare le proprie campagne email dovrà essere in grado di spiegare i criteri utilizzati. I dati disponibili non consentono ancora di misurare il costo di conformità per le PMI, ma il carico amministrativo sembra significativo.
Strategia di contenuto e SEO nel 2024: la qualità come filtro anti-IA
I motori di ricerca hanno rafforzato i loro criteri di rilevamento dei contenuti generati da intelligenza artificiale. Per una strategia di SEO efficace, la produzione di contenuti non può più basarsi solo sulla volumetria.
- I contenuti che dimostrano una expertise settoriale verificabile (dati sul campo, feedback documentati, analisi di casi concreti) sono favoriti dagli aggiornamenti algoritmici recenti di Google.
- La creazione di percorsi di consenso robusti sui siti web migliora la fiducia degli utenti, un segnale indiretto preso in considerazione nel posizionamento.
- I formati lunghi e strutturati (guide, sondaggi, comparazioni documentate) mantengono un vantaggio in termini di visibilità organica rispetto ai contenuti brevi generati automaticamente.
La tentazione di moltiplicare gli articoli tramite strumenti di IA generativa rimane forte. I dati sulle penalità effettive applicate da Google a questo tipo di contenuto sono ancora parziali, ma diversi casi documentati mostrano cali significativi del traffico organico su siti che hanno pubblicato massicciamente contenuti automatizzati senza supervisione editoriale.

Social media e commercio sociale: un canale in rapida evoluzione
Il commercio sociale (acquisto direttamente da una piattaforma sociale) continua a progredire, ma la sua adozione varia notevolmente a seconda dei mercati e delle fasce d’età. In Europa, i tassi di conversione rimangono inferiori a quelli osservati in Asia.
TikTok e Instagram concentrano la maggior parte dell’innovazione in materia di formati pubblicitari integrati nel percorso d’acquisto. Le funzionalità di shopping in diretta (live shopping) si moltiplicano, con risultati contrastanti a seconda dei settori.
Per le aziende che costruiscono la loro presenza su questi canali, due domande rimangono aperte:
- La sostenibilità dei formati: gli algoritmi di raccomandazione cambiano frequentemente, il che rende difficile costruire un pubblico organico stabile su una sola piattaforma.
- La misurazione del ritorno sugli investimenti: gli strumenti di attribuzione multi-touch rimangono imprecisi per quantificare il contributo reale di un social network a una conversione finale, soprattutto nel B2B.
- La conformità DSA: gli obblighi di trasparenza pubblicitaria si applicano anche ai contenuti sponsorizzati diffusi da creatori, il che complica la gestione delle campagne di influencer.
Lo studio Reech 2024 conferma che il marketing di influenza continua a crescere in Francia, con una professionalizzazione crescente delle relazioni tra marchi e creatori di contenuti. Tuttavia, le pratiche di misurazione delle performance rimangono eterogenee da un’azienda all’altra.
Costruire una strategia di marketing digitale nel 2024 impone di confrontarsi con un ambiente in cui la regolamentazione europea pesa tanto quanto l’innovazione tecnologica. Le aziende che riusciranno a ritagliarsi uno spazio sono quelle che integreranno i vincoli del DSA e dell’AI Act fin dalla progettazione delle loro campagne, piuttosto che trattarli come aggiustamenti dell’ultimo minuto.



